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latitudine di posa

Capacità della pellicola o del sensore digitale di tollerare errori di esposizione (ossia di produrre dettagli nelle zone sottoesposte e sovresposte) e quindi di ottenere una buona qualità finale dell’immagine. I sensori digitali hanno una latitudine di posa superiore alla pellicola (sono in grado di arrivare fino a 8 stop di estensione, mentre le pellicole 5); inoltre ci sono tecniche come l’HDR (high dynamic range) che ampliano ulteriormente la latitudine di posa. Nella fotografia digitale, tuttavia, è preferibile parlare anziché di latitudine di posa di gamma dinamica.
lente addizionale

Le lenti sono i principali elementi ottici che formano gli obiettivi e possono essere concave o convesse, sferiche o asimmetriche, in vetro oppure in materiali con un basso indice di rifrazione. Le lenti addizionali sono accessori ottici con funzione di ingrandimento che si avvitano davanti all’obiettivo della fotocamera. Il fattore di ingrandimento viene indicato in diottrie (2x, 4x, ecc). La lente addizionale non riduce la minima distanza di messa a fuoco.
LCD (display)

Significa "Liquid Crystal Diode", diodo a cristalli liquidi. È forse la caratteristica principale che, almeno agli inizi, ha consentito il successo delle fotocamere digitali. Il display LCD, infatti, presente sul dorso delle fotocamere digitali sia compatte sia reflex permette di interagire con la macchina (ad esempio scegliendo l’inquadratura al momento dello scatto) e, soprattutto, consente al fotografo di vedere da subito il risultato dello scatto. Le dimensioni del monitor sono normalmente indicate tramite la lunghezza della sua diagonale espressa in pollici (un pollice equivale a 2,55 cm). I monitor LCD erano spesso causa dell’alto consumo di energia delle digitali, ma questo difetto sta progressivamente scomparendo.
low-key (illuminazione)

Illuminazione che genera forti contrasti tra le zone chiare e quelle scure della foto. L’opposto è l’illuminazione High-key. La low key è anche una tecnica fotografica (opposta sempre all’high key) che prevede la riproduzione principalmente in tonalità scure, con piccoli dettagli chiari.
luce

Radiazione luminosa percepita dall’occhio umano. La luce - naturale o artificiale - è l’elemento costituente di ogni fotografia. La luce visibile dall’occhio umano ha radiazioni comprese tra circa 400 e 700 nanometri (nm). Le radiazioni inferiori ai 400 rientrano nell’ ultravioletto mentre quelle superiori ai 700 fanno parte degli infrarossi. La presenza contemporanea dei raggi di tutte le lunghezze visibili dell’onda elettromagnetica forma la luce bianca. La luce interagisce con la materia con fenomeni osservabili come l’assorbimento, la trasmissione, la riflessione, la rifrazione e la diffrazione.
luce artificiale

La luce artificiale è la luce (illuminazione) creata dall’uomo. Il suo opposto è la luce naturale, ossia la luce prodotta dal sole. Solitamente si tratta di luce al tungsteno (le normali lampadine), di luce al neon oppure alogena. La luce artificiale ha temperature differenti e differenti emissioni cromatiche rispetto alla luce naturale: per questo è necessario impostare la fotocamera sul tipo di illuminazione presente nella scena ripresa, in modo da evitare sgradevoli dominanti (giallo-rosse per la luce al tungsteno ed alogena, verdastre per la luce al neon). Questa operazione è detta bilanciamento del bianco.
luce incidente

Luce che colpisce il soggetto e che viene da esso riflessa. È opportuno misurare con attenzione la luce incidente (vedi grigio medio) per valutare la corretta luminosità che raggiunge il soggetto, evitando una lettura sfalsata dell’esposizione.
luminosità

La luminosità (in inglese brightness) è la quantità totale di luce che una sorgente luminosa appare emettere o che appare riflessa da una superficie. Assieme al contrasto, alla tonalità e alla saturazione contribuisce alla resa finale dell’immagine. Il concetto di luminosità viene anche riferito agli obiettivi. La luminosità di un obiettivo è il valore del diaframma alla massima apertura. Più il valore è basso, più si dice che l’obiettivo è luminoso e quindi in grado di fotografare con meno luce.
lunghezza focale

Misura della distanza tra la lente ed il piano focale che indica la capacità di ingrandimento di un obiettivo. Per le fotocamere digitali compatte è espressa in x (es.: 1x, 2x, ecc.) mentre per le fotocamere digitali reflex (come per le reflex analogiche) è espressa in millimetri, anche se in questo caso si deve quasi sempre effettuare una moltiplicazione (a parte alcune fotocamere digitali equipaggiate di sensore a pieno formato 24x36). Ciò accade perché sulle reflex digitali si montano spesso delle ottiche tarate per le pellicole 24x36, che in questo caso si rapportano invece ad un sensore che, avendo una dimensione inferiore, determina un ingrandimento automatico. In genere si ha una moltiplicazione compresa tra 1,3x e 1,6x: montando un obiettivo da 100mm si otterrà quindi l’effetto di ingrandimento di un obiettivo tra 130 e 160mm. La lunghezza focale considerata più vicina all’impressione prodotta dall’occhio umano è circa 50mm (nelle fotocamere a pellicola 35mm). La lunghezza focale può essere aumentata utilizzando dei piccoli gruppi ottici detti moltiplicatori focali.
glossario di fotografia digitale a cura di fotoritoccoprofessionale.it
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