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fattore di crop (ritaglio)

Nelle fotocamere digitali l’angolo di campo degli obiettivi risulta più ridotto che nelle fotocamere analogiche dal momento che i sensori sono normalmente più piccoli della pellicola 35mm. La minore porzione di immagine catturata viene definita fattore di crop o di ritaglio, dal momento che in sostanza è come se l’immagine venisse "ritagliata" a causa delle dimensioni inferiori del sensore. Il fattore di crop si misura in fattori di moltiplicazione.
filtri

Nella fotografia tradizionale i filtri sono dei dischi (trasparenti o spesso colorati) di vetro, plastica o altri materiali lavorati otticamente, oppure dei fogli di gelatina colorata, che vengono posti davanti all’obiettivo per variare la composizione della luce di cui trattengono una componente di colore. Nella fotografia digitale invece i filtri vengono quasi sempre applicati alla foto in fase di ritocco, quindi solo dopo aver eseguito lo scatto, e consentono regolazioni pressoché infinite, aumentando esponenzialmente la creatività. Un filtro ancora utile e non sostituibile è il filtro nd, che diminuisce la quantità di luce che raggiunge il sensore (o la pellicola), permettendo così di scegliere un tempo di esposizione più lento o un diaframma più aperto e di creare effetti molto interessanti. Altri filtri, detti polarizzatori consentono poi la polarizzazione dell’immagine.
filtro polarizzatore

Particolare filtro che consente la polarizzazione dell’immagine, ossia l’eliminazione dei riflessi (provenienti dall’acqua e in generale da ogni superficie riflettente), aumentando anche la saturazione. I migliori filtri polarizzatori (detti circolari) sono formati da due lenti sovrapposte: ruotandole è possibile regolare l’intensità della polarizzazione.
filtro ND (neutral density)

Questo filtro, esistente in varie tonalità di grigio, riduce in proporzione la quantità di luce che attraversa l’obiettivo, senza però alterare le caratteristiche cromatiche dell’immagine. Molto utile in tutte le situazioni in cui è necessario aumentare il tempo di esposizione senza variare l’apertura del diaframma. I filtri ND sono individuati da un valore numerico (ad es. x4, x8) che indica quanta luce sono in grado di assorbire.
firewire

Versione Apple dello standard IEEE1394, indica l’interfaccia di collegamento o bus seriale che raggiunge la velocità di 400 MBit/sec. Ad ogni singolo bus possono essere collegate fino a 63 periferiche in cascata. Il collegamento Firewire è inoltre completamente Plug and Play, cioè le periferiche collegate al computer (ad esempio hard disk esterni e fotocamere digitali) vengono automaticamente riconosciute.
firmware

Programma che consente il funzionamento di numerose componenti e applicazioni della fotocamera, reflex o compatta. Può essere opportuno controllare periodicamente se il costruttore della fotocamera ha reso disponibili degli aggiornamenti firmware per migliorarne le funzionalità e le prestazioni. Questi aggiornamenti sono normalmente reperibili dai siti internet delle case costruttrici.
fish eye

Letteralmente "occhio di pesce": obiettivo grandangolare spinto, in grado di avvicinarsi ad un angolo di ripresa di 180°. Grazie alla notevole distorsione che genera (a causa dell’angolo di campo estremamente esteso l’immagine risulta tonda) è molto adatto per fotografie creative e surreali. Gli obiettivi fisheye si suddividono nei tipi diagonali (che offrono la piena copertura del fotogramma) e circolari (che proiettano un’immagine rotonda all’interno del fotogramma).
flare

Formazione luminosa circolare e di vari colori generata da una particolare angolazione della luce (soprattutto solare) che attraversa l’obiettivo. Questo riflesso, se indesiderato, può essere corretto grazie ad un intervento mirato di fotoritocco. Vedi anche bagliore.
flash

Originariamente costituito da una torcia con polvere di magnesio che si accendeva una sola volta (poi doveva essere ricaricato), oggi il flash è incorporato in tutte le fotocamere digitali, reflex o compatte, ed è capace di generare numerosissimi lampi di luce uno dietro l’altro (usando lampade allo xeno). La potenza di un flash è espressa tramite il numero guida (NG) in metri. Questo numero indica quale diaframma utilizzare per avere una corretta esposizione di un soggetto posto ad una certa distanza dal flash, attraverso questa formula: diaframma (f) = ng / distanza dal soggetto. Ad esempio, con un numero guida 20 ed un soggetto posto a 5 metri il diaframma dovrà essere f/4. Il flash è uno strumento molto utile in varie situazioni, ma il suo utilizzo non è privo di controindicazioni. Un flash che illumina il soggetto in maniera frontale e diretta, ad esempio, genera riflessi su superfici lucide come vetri e lamiere, crea ombre troppo marcate sullo sfondo dietro al soggetto, riduce i dettagli delle zone colpite e spesso genera l’effetto occhi rossi. A tutti questi difetti è comunque possibile rimediare con interventi mirati di fotoritocco. La versatilità del flash si permette svariate possibilità di utilizzo: flash di riempimento, flash di rimbalzo, flash sulla seconda tendina, open flash, eccetera.
flash anulare

Flash esterno contraddistinto da una forma rotonda. Si applica alla parte frontale dell’obiettivo ed è studiato per illuminare correttamente soggetti posti a breve distanza, senza proiettare ombre non volute. Molto usato in macrofotografia.
flash di riempimento

Il flash non si usa solo "al buio": questa modalità d’uso del flash (anche detta Fill in flash) consente, in una scena in controluce e con il soggetto molto contrastato, di schiarirlo e metterlo in risalto, gestendo la luminosità ed equilibrando l’intera immagine.
flash di rimbalzo

Tecnica che sfrutta il lampo emesso dal flash per ottenere un’illuminazione più morbida e naturale della scena e anche per eliminare il difetto degli occhi rossi. Il flash (esterno) viene direzionato verso una superficie riflettente (un muro bianco, un soffitto, eccetera) in modo da far arrivare la sua luce sul soggetto non in via diretta ma, appunto, "di rimbalzo".
flash esterno

Alcune fotocamere hanno una connessione che si chiama "contatto caldo" (in inglese Hotshoe) che consente di utilizzare un flash aggiuntivo oltre a quello normalmente incorporato nella fotocamera. Con questo si ha la possibilità di utilizzare una luce lampo posizionata in un punto anche distante da quello in cui si trova la macchina fotografica, per meglio illuminare le zone interessate. I flash utilizzati negli studi sono di grandi dimensioni e vengono impiegati con svariati accessori che ne modificano la potenza, la qualità e le dimensioni della luce emessa.
flash sulla seconda tendina

Con questa frase si intende l’attivazione del flash alla chiusura della seconda tendina dell’otturatore e quindi al termine del periodo di scatto (solitamente, invece, il flash scatta all’aprirsi della prima tendina, quindi all’inizio del periodo di esposizione). In questo modo i soggetti in movimento, colpiti dal flash solo alla fine, appaiano in modo più naturale e con la scia del movimento alle loro spalle anziché dentro o davanti ad essi.
focale

Vedi Lunghezza focale.
focale fissa

È la lunghezza focale di cui sono dotati gli obiettivi a ingrandimento fisso, cioè privi di zoom. Gli obiettivi con lunghezza focale fissa (anche detti focus free) hanno normalmente un’apertura massima di diaframma maggiore rispetto agli obiettivi zoom.
fotodiodi

Componenti in grado di catturare la luce (fotoni) sotto forma di carica elettrica. Milioni di fotodiodi uniti formano un sensore. I fotodiodi non catturano valori relativi ai colori ma solo valori di intensità delle cariche elettriche. Per poter registrare le informazioni sui colori, vengono generalmente posti davanti ai fotodiodi degli speciali filtri che permettono ad essi di registrare solo la luce in specifici intrervalli di lunghezze d’onda; in questo modo - semplificando - alcuni fotodiodi leggono solo la luce rossa, altri solo la luce verde e altri ancora solo la luce blu. La fotocamera, usando i valori dei fotodiodi vicini, calcola per ciascun fotodiodo anche gli altri valori che questo non ha registrato. Le informazioni così calcolate vengono quindi trasferite alla memory card.
fotogenia

La fotogenia è una qualità di alcuni soggetti che consente loro di apparire esteticamente attraenti in fotografia, a volte anche più attraenti che nella realtà. Contrariamente a quanto si possa pensare, la fotogenia non è un concetto astratto o arbitrario: determinate caratteristiche somatiche, non necessariamente riproducenti i canoni estetici tradizionali, determinano la buona riuscita o meno di un soggetto in una foto. Paradossalmente, quindi, anche un bel viso potrebbe risultare poco gradevole in foto.
fotomontaggio

Ritaglio e fusione di due o più immagini, per creare una nuova immagine non esistente nella realtà ripresa. I fotomontaggi in passato venivano creati in camera oscura utilizzando maschere e selezioni realizzate con pennelli e inchiostri coprenti su pellicola di acetato. Oggi per realizzare fotomontaggi si utilizza la camera chiara e i programmi di fotoritocco. Generare un fotomontaggio realistico è un procedimento piuttosto complesso e lungo dal momento che non solo occorre scontornare le varie componenti da aggiungere all’immagine originale ma anche controllare e modificare svariati parametri come luci, ombre, colori, prospettiva, messa a fuoco e ogni altro elemento che contribuisce a rendere verosimile il fotomontaggio. Di contro, le possibilità offerte dalla manipolazione digitale delle immagini sono notevoli e spaziano dalla sostituzione dello sfondo all’aggiunta o rimozione di elementi dell’immagine o alla creazione di immagini fotorealistiche completamente inesistenti nella realtà.
foto stereoscopica

Particolare metodo di ripresa e stampa che permette di ottenere immagini in tre dimensioni da visualizzare o tramite un casco per la realtà virtuale o con i più diffusi occhialini colorati.
FPS (frames per second)

Indica il numero (al secondo) di scatti in sequenza che una fotocamera digitale può eseguire. La possibilità di eseguire "raffiche" di numerosi scatti ravvicinati è un dato da tenere presente soprattutto nella fotografia sportiva o di oggetti in movimento. Questo numero dipende da numerosi fattori, tra i quali l’ampiezza del buffer e la velocitè di scrittura della memory card. Le reflex semi-professionali sono normalmente in grado di scattare una serie continua da 3fps a 6fps, mentre i modelli professionali possono superare anche i 10fps prima di dover arrestare il meccanismo di scatto per consentire alla macchina il salvataggio delle immagini catturate.
full frame

Pieno formato. Indica un sensore di formato pari al formato della pellicola 24x36mm (35mm). Le fotocamere digitali a pieno formato offrono prestazioni elevate e soprattutto sono compatibili con le ottiche nate per la pellicola.
fuoco fisso

Obiettivi semplificati che non prevedono movimenti delle lenti per la messa a fuoco. In queste ottiche la messa a fuoco viene assicurata a tutte le distanze, normalmente a partire da 1 o 2 metri fino all’infinito. Sono a fuoco fisso gli obiettivi delle fotocamere compatte molto economiche e delle fotocamere usa e getta.
glossario di fotografia digitale a cura di fotoritoccoprofessionale.it
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