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backlighting

Si utilizza questa espressione per indicare la luce che proviene da dietro il soggetto inquadrato. Questa difficile situazione di illuminazione può causare la sottoesposizione del soggetto ripreso, se non si utilizzano particolari accorgimenti come il flash di riempimento o il blocco dell’esposizione puntato sul soggetto (che però sovraesporrà lo sfondo).
backup

Copia di riserva di un disco, di una sua parte o di uno o più file. Scattare in digitale impone ordine e metodo nella conservazione dei file di immagine generati. Spesso i backup vengono effettuati periodicamente e in modo automatico servendosi di appositi software, ma quando si tratta di immagini è meglio utilizzare qualche precauzione in più. La conservazione ideale delle immagini in formato digitale è su dischi rigidi esterni, periodicamente aggiornati tramite backup e mantenuti in un luogo sicuro. Questa soluzione è preferibile all’uso di CD o DVD che potrebbero graffiarsi o rovinarsi nel tempo e risultare illeggibili. Per i file più importanti è opportuno prevedere anche un backup su più dischi rigidi conservati in luoghi differenti (fisicamente lontani) e opportunamente protetti da polvere, urti e umidità. Per approfondire l’argomento, leggi il nostro articolo dedicato.
bagliore

Effetto (in inglese flare) generalmente riscontrabile nelle foto fatte a superfici riflettenti o in controluce che si manifesta con la perdita di contrasto e la comparsa di piccoli aloni luminosi dovuti all’ingresso ed alla riflessione della luce nell’obiettivo.
baionetta (attacco a)

Meccanismo di aggancio degli obiettivi delle fotocamere reflex. Questo attacco è l’evoluzione dell’attacco a vite; oltre ad agganciare le diverse ottiche al corpo macchina, l’attacco a baionetta presenta una serie di sensori e contatti elettrici che consentono di creare una diretta e completa comunicazione con il sistema di gestione della fotocamera.
banding

Difetto che produce un improvviso passaggio da una tonalità all’altra alterando la morbida gradualità delle sfumature dell’immagine originale. Tale effetto comporta la comparsa nelle immagini stampate, soprattutto fotografiche, di striature e bande orizzontali, ma può essere parzialmente corretto intervenendo in postproduzione con vari accorgimenti (ad esempio l’aggiunta di un leggero disturbo o la lieve sfocatura di determinate zone).
bank (illuminazione)

Gruppo luce di grandi dimensioni che si collega alla sorgente di illuminazione (normalmente potenti lampade flash) e serve per ammorbidire e diffondere la luce emessa. Il bank distribuisce su una superficie molto ampia una elevata intensità luminosa e quindi genera luce a basso contrasto (ombre tenui e sfumate). Sono utilizzati principalmente nello still life e per i ritratti. Esistono bank di varie forme (quadrati, rettangolari, esagonali, ecc.) e di varie dimensioni, in genere di largezza o diametro superiore ai 30cm e fino a oltre 2 metri. I bank di dimensioni più elevate sono utilizzati per illuminare soggetti molto grandi, come soggetti a figura intera o automobili. Le pareti interne del bank sono argentate mentre quella frontale, attraverso cui passa la luce, è di materiale plastico bianco traslucido.
basculaggio

Movimento sull’asse verticale o orizzontale di una fotocamera che ha la funzione di controllare la forma dell’immagine catturata e modificare la profondità di campo. La massima profondità di campo si ottiene quando i prolungamenti del piano focale, del piano di messa a fuoco e della perpendicolare all’asse ottico convergono in un unico punto. Il basculaggio (tilt) non deve essere confuso con il decentramento (shift). Vedi anche obiettivi decentrabili.
battery pack

Batterie portatili, esterne al dispositivo da alimentare. Il battery pack viene utilizzato come alimentazione aggiuntiva per aumentare l’autonomia operativa della fotocamera o di un suo accessorio (es. flash).
batterie ricaricabili

Le fotocamere digitali consumano mediamente molta energia soprattutto a causa del sensore e del display LCD. Per questo è opportuno utilizzare per il loro funzionamento solo batterie ricaricabili, che una volta esaurite possono essere ricaricate tramite un adeguato caricabatterie e riutilizzate migliaia di volte senza cali nelle prestazioni. La maggior parte delle fotocamere digitali utilizza batterie ricaricabili Ni-Mh o Li-Ion. Per non rischiare di rimanere "a secco" sul più bello, è consigliabile acquistare almeno una batteria di riserva. Le batterie originali hanno un prezzo abbastanza elevato, ma alcune fotocamere possono ospitare anche batterie universali e batterie (usa e getta o ricaricabili) formato AA/AAA, economiche e facilmente reperibili, ma con una autonomia molto limitata che le rende utili solo in caso di emergenza. Vedi anche effetto memoria e mAh. Per approfondire l’argomento, leggi anche il nostro articolo dedicato a come ottenere il massimo dalle batterie ricaricabili.
bilanciamento del bianco

Operazione che consente di restituire ai colori le loro tonalità naturali, compensando le dominanti date dalla luce. Il colore e l’intensità della luce variano infatti in base al momento della giornata o alle fonti di illuminazione presenti sulla scena ripresa. In ambienti interni, ad esempio, si ottengono foto tendenti al verde (se la luce che illumina la scena è al neon) o all’arancione (se la luce è una lampadina). Grazie al bilanciamento del bianco questo problema viene ridotto o addirittura risolto. Come bilanciare il bianco? Per bilanciare il bianco occorre inserire, se non è già presente nella scena, un elemento bianco (ad esempio un foglio di carta) e inquadrarlo in primo piano per indicare al software della fotocamera il valore del bianco cui riferirsi. In alcune fotocamere il bilanciamento è solo automatico (la fotocamera tenta di individuare il tipo di luce basandosi sulle tonalità prevalenti nell’immagine), in altre è possibile gestirlo anche manualmente scegliendo da un menù il tipo di sorgente luminosa che illumina la scena inquadrata. Maggiori problemi sorgono quando la scena è illuminata da fonti miste, con temperature diverse: in questi casi l’unica soluzione possibile per rendere omogenea l’immagine è intervenire successivamente (fotoritocco) con una correzione selettiva dei colori. In generale, l’utilizzo del formato RAW e di software professionali per il fotoritocco rendono meno importante questa impostazione in fase di scatto.
blooming

Effetto visivo causato da una eccessiva esposizione (sovraesposizione) alla luce del sensore: un’intera area dell’immagine appare completamente bianca. Può essere evitato in prima battuta compensando l’esposizione o con altri accorgimenti più complessi da attuare comunque durante la fase di scatto. Una volta catturata un’immagine affetta da blooming sarà pressochè impossibile riportare alla normalità le zone bruciate, dove nessun dato è stato registrato.
blocco dell’esposizione (blocco AE)

Funzione, in genere presente nelle fotocamere di alta gamma (ed indicata anche come AE lock) che consente di bloccare l’esposizione automatica. Il "blocco" non è altro che la misurazione della luce in un punto preciso dell’immagine: esso consente di mantenere questa impostazione mentre, spostando la macchina, si compone l’inquadratura. In questo modo si può esporre correttamente una foto complessa (con alte luci e zone d’ombra importanti) o viceversa sovraesporre o sottoesporre volontariamente l’immagine. Questa funzione è particolarmente utile anche in caso raffiche di scatti, di foto panoramiche, oppure nelle situazioni in cui il soggetto è illuminato alle spalle, quando non si vuole ottenere una silhouette in controluce ma al contrario si desidera rendere visibile il soggetto (in questi casi fondamentale è anche il flash di riempimento).
blur (sfocatura)

Effetto disponibile su tutti i programmi di grafica che consente, attraverso la media dei valori dei pixels, di ammorbidire i dettagli, rendendo sfocate alcune parti dell’immagine o la sua intera superficie.
bmp (o bitmap)

Formato di file di Windows per salvare e visualizzare immagini, introdotto per la prima volta nel 1990. Una delle caratteristiche principali di questo formato di file è la velocità con cui le immagini vengono lette o scritte su disco. È possibile comprimere i file bitmap da 16 e 256 colori con l’algoritmo RLE, ma questa compressione non è molto utilizzata perché meno efficiente di altri metodi lossless (ossia senza perdita di dati). Ecco perché i file bitmap, anche quelli compressi, occupano più spazio su disco rispetto ad altri formati raster come ad esempio gif, e sono perciò meno adatti di questi alla trasmissione di immagini via web.
bokeh (effetto)

Termine (derivante dal giapponese ぼ け, traducibile come "sfocatura") utilizzato per indicare la resa e l’intensità delle aree fuori fuoco di un’immagine. Il termine fa riferimento non solo al risultato finale, ma anche all’insieme di tecniche e accorgimenti messi in atto dal fotografo per intensificare la sfocatura dello sfondo sino a far apparire tonde e morbide le fonti luminose e dar quindi una particolare atmosfera alla foto. Si definisce "buono" un bokeh in cui appaiono dei punti di luce molto sfocati e diffusi, magici, "cattivo" un bokeh in cui i contorni delle luci sullo sfondo sono piuttosto marcati. Questo dipende dalla correzione dell’aberrazione sferica dell’ottica usata, ma anche (soprattutto) dal numero di lamelle di cui è composto il diaframma: un diaframma a sei lamelle (incorporato negli obiettivi più economici), darà origine a un bokeh più cattivo ossia con una transizione più netta dalla messa a fuoco al fuori fuoco rispetto a un diaframma con ad esempio nove lamelle. Un buon effetto bokeh, quasi del tutto simile a quello ottenuto in fase di scatto, può essere completamente ricreato attraverso il fotoritocco.
bracketing automatico (o esposizione a forcella)

Alcune fotocamere possono scattare in automatico più fotografie (normalmente tre o cinque) dello stesso soggetto con differenti valori di esposizione. Lo scatto centrale viene eseguito sulla base delle indicazioni dell’esposimetro, mentre gli altri sono rispettivamente sottoesposti o sovraesposti. In questo modo, scegliendo lo scatto migliore, quasi sempre si può ottenere una foto dall’esposizione sufficientemente equilibrata.
bruciatura

Tecnica utilizzata in camera oscura per scurire le aree di un’immagine. In camera chiara la tecnica viene realizzata da programmi come Photoshop, con lo strumento Brucia. Questa tecnica di sviluppo è dunque in grado di limitare parzialmente o totalmente l’esposizione su una determinata porzione dell’immagine e compensare eventuali sovraesposizioni. L’opposto della bruciatura è la schermatura. La combinazione controllata e consapevole di queste due tecniche consente di modificare porzioni dei soggetti (rendendole più o meno luminose e quindi visibili) o addirittura la luce dell’intera immagine.
buffer

Sorta di memoria ausiliaria in cui le foto scattate vengono inizialmente depositate; in seguito (nel giro di alcuni secondi) i files di immagine vengono dalla fotocamera automaticamente e definitivamente memorizzati su un diverso supporto di memoria (scheda di memoria oppure disco). Questo doppio passaggio consente, paradossalmente, di ridurre il tempo di attesa tra uno scatto e l’altro e (in base all’ampiezza del buffer) di scattare raffiche di immagini. Vedi anche FPS (frames per second). La memoria buffer di un Hard Disk esterno, similmente, velocizza e facilita il flusso di trasmissione delle informazioni in esso contenute.
bulb (o posa B)

Tempo di esposizione prolungato e personalizzato, superiore ai tempi disponibili manualmente. È una caratteristica presente quasi esclusivamente nelle fotocamere professionali con la quale è possibile tenere aperto l’otturatore per un tempo a propria scelta (anche delle ore!) in modo da catturare più luce possibile. Tecnica particolarmente adatta alle riprese notturne o astronomiche, per le quali si rende assolutamente necessario anche il treppiede e uno scatto flessibile od un telecomando.
glossario di fotografia digitale a cura di fotoritoccoprofessionale.it
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