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aberrazione ottica

Termine utilizzato per descrivere la differenza tra l’immagine ideale e l’immagine effettiva. In un’immagine formata da un obiettivo ideale, un punto risulta come un punto e un piano perpendicolare all’asse ottico (es.: un muro) risulta come un piano. Inoltre i colori percepiti sono quelli reali del soggetto. Nella realtà, tuttavia, queste condizioni teoriche non possono (per vari motivi) essere rispettate e l’immagine prodotta sarà più o meno fedele all’immagine ideale a seconda del livello di aberrazione che contraddistingue l’ottica che l’ha generata. Le aberrazioni ottiche più diffuse sono: aberrazione cromatica, aberrazione sferica, coma, aberrazione astigmatica e curvatura di campo. Ciascuna aberrazione condiziona in maniera più o meno seria la qualità finale dell’immagine.
aberrazione astigmatica

Aberrazione ottica, anche detta astigmatismo, che si presenta lontano dall’asse ottico. Una lente astigmatica trasforma i punti in segmenti ortogonali fra loro, causando una sfocatura più o meno accentuata dell’immagine. La distanza dei vari segmenti tra loro indica il grado di astigmatismo. L’aberrazione astigmatica può essere ridotta chiudendo il diaframma.
aberrazione cromatica

La luce solare che passa all’interno di un prisma si scompone riproducendo lo spettro dell’arcobaleno. Questo perchè le lunghezze d’onda della luce si rifrangono (o deviano) in punti diversi all’interno del prisma. L’aberrazione cromatica è un difetto dell’immagine causato proprio dal diverso valore di rifrazione dei raggi luminosi che passano attraverso l’obiettivo. Venendo le diverse lunghezze d’onda (la luce bianca è composta da radiazioni blu, verdi e rosse) rifratte e messe a fuoco in modo differente, i contorni delle figure appaiono, anziché netti, lievemente sfumati e con leggeri aloni colorati attorno. L’aberrazione cromatica è particolarmente evidente quando la luce proviene da dietro i soggetti fotografati o comunque quando si ingrandiscono i dettagli di un’immagine. Tutti i sistemi ottici, in diversa misura, subiscono questo difetto, ma esistono anche particolari accorgimenti per limitarla, come ad esempio particolari obiettivi (detti obiettivi apocromatici) dotati di lenti costruite in materiali a bassa dispersione come la fluorite, minerale composto da fluoruro di calcio. Negli anni Sessanta, Canon è riuscita a produrre artificialmente la fluorite in cristalli, realizzando i primi obiettivi reflex intercambiabili con elementi alla fluorite. Per indicare il potere dispersivo del vetro, invece, e quindi l’aberrazione cromatica di una lente costruita con esso, si utilizza un numero detto di Abbe.
aberrazione sferica

Difetto dell’immagine causato dalla curvatura sferica delle lenti dell’obiettivo. I raggi di luce che colpiscono le zone marginali dell’obiettivo vengono messi a fuoco ad una distanza differente rispetto a quelli che ne colpiscono la parte centrale. Per ridurre il fenomeno, che genera immagini dai contrasti poco netti, come rivestite da una pellicola sottile, si può chiudere maggiormente il diaframma (concentrando così i raggi di luce nella parte più centrale della lente) oppure utilizzare particolari lenti non sferiche, chiamate asferiche, più complesse da realizzare e molto costose.
ADC

Acronimo di Analog to Digital Converter, termine utilizzato per indicare il dispositivo situato dopo il sensore e prima del microprocessore che ha la funzione di trasformare il segnale analogico in uscita dal sensore in segnale digitale per il microprocessore.
AE

Abbreviazione di Automatic Exposure, esposizione automatica. Sistema tramite il quale la fotocamera imposta automaticamente l’apertura del diaframma e/o il tempo di esposizione per fare in modo che il sensore sia raggiunto da una quantità di luce adeguata.
algoritmo

Matrice di calcolo per eseguire una determinata operazione matematica. In fotografia digitale gli algoritmi sono utilizzati ad esempio nella codifica di un file, in svariate operazioni di fotoritocco in camera chiara oppure nella compressione di un file d’immagine.
aliasing

Effetto ottico anche detto scalettatura (o jaggies in inglese) che si manifesta nelle linee inclinate delle immagini digitali con una risoluzione eccessivamente bassa: l’immagine vista ad alta risoluzione apparirà "a quadretti" anziché correttamente sfumata. Questa particolarità dell’immagine digitale può essere corretta con specifiche tecniche, dette antialiasing, capaci di ammorbidire le linee smussando i bordi dell’immagine e lasciando così percepire meno lo scalettamento (una di queste tecniche è il dithering). Le funzioni di riduzione di questo difetto possono dare un’impressione di minor nitidezza.
ALPHA (canale)

Termine grafico per indicare una mappa dell’opacità dell’immagine, anche detta maschera, che sovrapposta all’immagine stessa consente di mostrare zone opache (anche parzialmente) e zone trasparenti (anche parzialmente); permette cioè di "forare" in modo graduale una porzione dell’immagine per vedere un’altra immagine sottostante. I canali alpha sono molto usati nelle tecniche di fotoritocco dal momento che consentono di eseguire una straordinaria quantità di combinazioni ed effetti tra più porzioni di immagine.
alteluci

Termine usato per indicare le zone più chiare dell’immagine, ossia quelle che vanno dal grigio chiaro al bianco assoluto.
anello adattatore

Anello che adatta il diametro anteriore di un obiettivo all’uso di ottiche aggiuntive di differente diametro (maggiore o minore) oppure permette di utilizzare accessori come filtri, paraluce eccetera di diametro diverso da quello di un determinato obiettivo. Alcuni anelli adattatori permettono infine di montare obiettivi di una marche diverse da quella della fotocamera utilizzata.
angolo di campo

Porzione di spazio inquadrata da un obiettivo di una certa lunghezza focale in relazione alle dimensioni del sensore o della pellicola impressionata. Anche detto angolo di vista, l’angolo di campo viene normalmente espresso in gradi in relazione alla diagonale del fotogramma. Gli obiettivi che coprono un angolo di campo ristretto vengono chiamati teleobiettivi, mentre gli obiettivi grandangolari (ed in particolare il cosiddetto Fish-eye) catturano un angolo di campo estremamente ampio. Alcuni fabbricanti comunicano anche la copertura verticale ed orizzontale dell’obiettivo.
apertura

Con il termine apertura, in fotografia, possono essere indicate due cose: l’apertura di un obiettivo e più spesso l’apertura del diaframma. L’apertura di un obiettivo, detta anche apertura effettiva, è correlata al diametro del fascio di raggi di luce che lo attraversa e non al diametro effettivo delle sue lenti; essa determina la luminosità dell’immagine formata sul piano focale. L’apertura del diaframma, invece, è il rapporto tra il diametro del diaframma e la lunghezza focale dell’obiettivo e consente ad esempio di controllare la profondità di campo. Aprendo o chiudendo il diaframma, si regola innanzitutto il diametro del fascio luminoso che passa attraverso l’obiettivo.
APO

Abbreviazione di "apocromatico", termine che indica un sistema ottico in grado di mettere a fuoco nello stesso punto più lunghezze focali e contrastare così l’aberrazione cromatica. Ciascuna onda luminosa di cui è composta la luce bianca (radiazioni blu, verdi e rosse) ha una sua lunghezza e quando passa attraverso l’obiettivo, viene focalizzata in punti diversi. Le ottiche acromatiche riducono in parte questo problema, mentre gli obiettivi apocromatici lo eliminano completamente, riuscendo a mettere a fuoco tutte e tre le componenti cromatiche sullo stesso piano.
artefatto

Difetto, come una macchia oppure una sfumatura, visibile nella fotografia digitale ma non presente nella realtà fotografata. Gli artefatti possono essere dovuti ad una qualsiasi fase dell’elaborazione (come ad esempio le moiré) ma spesso si creano nel momento in cui, per occupare meno spazio nella memoria, si rinuncia ad alcune informazioni contenute nel file di immagine, ad esempio utilizzando un’eccessiva compressione jpeg.
ASA

Unità di misura della velocità della pellicola definita dalla American Standards Association, oggi sostituita dalla scala ISO 5800:1987. Più gli Asa aumentano, meno luce è necessaria, a fronte però di un degradamento dell’immagine.
asferica (lente)

Lenti di curvatura non perfettamente sferica studiate per limitare la distorsione ottica e la curvatura di campo ma anche le dimensioni di un obiettivo.
autofocus (AF)

Caratteristica delle fotocamere digitali dotate di un microprocessore che si occupa di monitorare i contorni dei soggetti inquadrati per massimizzarne la nitidezza. In pratica: i sensori per la messa a fuoco analizzano il soggetto e sono collegati ai motori; questi ultimi agiscono direttamente sulla posizione delle lenti degli obiettivi. Questa funzione consente quindi di mettere a fuoco automaticamente il soggetto che si sta inquadrando. Oltre all’AF semplice, esistono varie modalità di autofocus: AF multizona (si richiede alla fotocamera di mettere a fuoco una determinata zona all’interno della scena inquadrata, ad esempio il centro dell’immagine), AF servo (mantiene a fuoco un soggetto in movimento durante una ripresa con una raffica di scatti, stimando velocità ed accelerazione quando varia la distanza del soggetto dalla fotocamera) e AF TTL (Auto Focus Through The Lens: sistema di messa a fuoco automatico con lettura esposimetrica attraverso l’obiettivo). Nell’AF TTL il sensore autofocus è posto dietro l’obiettivo e a volte coincide con lo stesso sensore CCD; questo comporta una funzionalità ottimale in fase di ripresa anche in presenza di convertitori e filtri aggiuntivi, che genericamente alterano le caratteristiche dell’obiettivo. In alcuni casi il sensore TTL misura il contrasto dell’immagine (o il contrasto di fase, cioè misurato solo sulle righe e non sulle colonne), garantendo una messa a fuoco perfetta sulla porzione più grande possibile dell’immagine.
autoscatto

Meccanismo che ritarda lo scatto di alcuni secondi (in genere da 2 a 10) allo scopo di garantire lo smorzamento delle vibrazioni nei casi di esposizioni con tempi lunghi, oppure per consentire a fotografo di entrare a far parte dell’immagine. L’autoscatto è presente in quasi tutte le fotocamere compatte o reflex, analogiche o digitali. Molto utile in caso di autoscatto è il treppiede che consente di comporre l’inquadratura e di mantenere ferma la macchina durante lo scatto.
glossario di fotografia digitale a cura di fotoritoccoprofessionale.it
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