FOTOGRAFARE IN LUCE NATURALE
conoscere e capire la luce del sole per scattare foto migliori

Fotografo o eliografista?

Non è un mistero: da sempre l’ingrediente principale di ogni fotografia è... la luce. Se Joseph Niépce nel 1820 ha catturato la prima immagine permanente della storia utilizzando un processo chimico che ha chiamato eliografia, dal greco "scrivere con il sole", 19 anni dopo, nel 1939, Sir John Herschel ha coniato il termine attuale fotografia, termine che ancora una volta deriva dal greco e significa "scrivere con la luce".

Dunque sole (luce naturale) VS altre fonti luminose (artificiali): chi ha la meglio? Nessuno dei due. Anzi, può dipendere dal momento.

Durante i mesi estivi, senza saperlo, diventiamo tutti un po’ eliografisti, componendo e scrivendo le immagini all’aperto con l’aiuto soprattutto della luce naturale del sole.

La luce naturale è meravigliosa: ci avvolge e cambia continuamente per colore, direzione e qualità. Cambiando, la luce del sole modifica anche l’aspetto delle cose che illumina. È perciò necessario imparare a individuare rapidamente il tipo di luce in grado di esaltare le caratteristiche e l’atmosfera del soggetto, che sia un luogo o una persona o qualsiasi altra cosa inquadrata all’aria aperta. Osservare e conoscere le diverse condizioni di luce che si presentano nell’ambiente che ci circonda permette di sfruttare al meglio la grande potenza della luce naturale.

Eliografista, ecco le cose che non puoi non sapere.
Luce naturale e luce ambiente

Prima di partire occorre chiarire un concetto: la differenza tra luce naturale e luce ambiente. La fotografia in luce ambiente è quella fotografia che si esegue sfruttando l’illuminazione presente sulla scena o nel contesto di ripresa. La luce ambiente non è dunque necessariamente luce naturale (cioè del sole) ma può essere luce esterna, luce artificiale o un misto delle due a seconda della luce che si trova nel luogo di ripresa.

Non rientrano nel concetto di luce ambiente tutti gli espedienti atti a controllare o modificare la luce esistente, o a creare luce artificiale (ad esempio i flash, i banks diffusori, i pannelli riflettenti, eccetera). In questi casi si parla di luce artificiale o controllata.

Luce naturale e luce ambiente sono perciò due cose distinte, ma con un’importante caratteristica comune: la mancanza di intervento e di controllo da parte del fotografo sulle condizioni di luce.

Chi scatta in luce naturale o ambiente opera la scelta di riprendere la scena con i suoi pregi e i suoi difetti, senza alterare in alcun modo l’atmosfera del luogo ripreso. È una scelta che vuole restituire esattamente ciò che il fotografo (meglio, la macchina) vede, senza altri interventi: la nuda e pura realtà delle cose illuminate. Chi scatta in luce naturale o ambiente rinuncia quindi a controllare le caratteristiche della luce che lo circonda.

Anche se...
L’ora del giorno

Dicevamo che il fotografo che scatta in luce naturale non interviene mai sulle condizioni di luce. Dicevamo. Ma sappiamo che l’estate, soprattutto se è lunga e calda, è la stagione ideale per scattare foto in luce naturale. E sappiamo anche che in ogni stagione scegliere l’ora giusta fa la differenza. Ecco allora che una sorta di controllo della luce naturale può esistere: occorre trovare il modo di... far collaborare il sole!

Tra l’alba e il tramonto la luce diurna presenta tutta una gamma di colori e di aspetti. Prova a fissare la fotocamera sul cavalletto e scattare lo stesso soggetto alle sei di mattina, a mezzogiorno e alle sei di sera. Sorpresa: nulla resta uguale! Poco prima dell’alba i colori sono attenuati e i contorni sfumati. A metà giornata il sole è già alto nel cielo e determina ombre nette, prima di creare, nel primo pomeriggio, tonalità cromatiche e dettagli più decisi. Nel tardo pomeriggio invece il sole, quasi al tramonto, immerge tutta la scena in una luce dorata, mentre il crepuscolo dà vita ad un’atmosfera più fredda e immobile.

Il momento migliore del giorno per scattare foto di panorami e altri scenari è la cosiddetta "Golden Hour", incantevole momento della giornata in cui il sole emana una luce morbida e calda. Get up early: la Golden Hour va infatti da mezzora prima dell’alba a mezzora dopo. Questo lasso di tempo di circa 60 minuti è il momento ideale per catturare il tuo soggetto in tutto il suo splendore. Il sole è più basso nel cielo e deve quindi attraversare più atmosfera per raggiungere il soggetto, producendo ombre lunghe e dolci e toni caldi.

Se proprio non riesci ad alzarti presto, non andare a dormire! In alcune parti d’Europa, infatti, d’estate l’alba inizia alle 2 di notte: verso l’1.30 prendi un bel caffè e prepara l’attrezzatura.

Ti sei perso il primo spettacolo? Vai al secondo. La Golden Hour concede spesso il bis: aspetta la fine della giornata (senza troppi mojito) e il momento magico si ripeterà al tramonto.

Per scoprire quando cade l’ora d’oro ovunque ti trovi, digita "golden hour calculator" nel tuo motore di ricerca preferito.
La direzione della luce

Via via che il sole si muove attraverso il cielo, la terra viene illuminata da angolazioni diverse. A mezzogiorno l’illuminazione perpendicolare è molto difficile da gestire, mentre in altre ore della giornata si può variare l’angolo di incidenza della luce modificando il punto di ripresa: il sole non lo sposti, la fotocamera sì! Prova a fare in modo che il sole non si trovi sempre alle tue spalle: quando la luce del sole è perpendicolare o alle spalle della fotocamera, si ha un’illuminazione frontale, dura, con ombre tagliate a vivo.

Un’illuminazione laterale, ad esempio, dà più corpo ai dettagli e alle forme, mentre il controluce trasforma in silhouette i soggetti facendo scomparire quasi del tutto i colori e i dettagli.

La luce non dovrebbe quindi insistere sul soggetto perpendicolarmente, bensì lateralmente affinché possano essere visualizzate dalla fotocamera delle ombre che lo mettano in risalto. Se proprio non riesci a fare a meno della luce diretta del sole a mezzogiorno, tieni presente che quando il sole è alto nel cielo, la luce per raggiungere il soggetto percorre una distanza inferiore dell’atmosfera terrestre e la tonalità dell’arancione viene sostituita da un blu freddo; inoltre quando la luce è alta riproduce ombre più corte.

Un bel filtro polarizzatore avvitato frontalmente all’obiettivo mitiga l’intensità luminosa: prova a ruotarlo per modificarne l’efficacia ed ottenere risultati migliori.

Quando scatti in pieno sole monta sempre un paraluce dedicato all’obiettivo che stai utilizzando, a meno che tu non voglia sfruttare i riflessi generati dalla luce di taglio.
La qualità della luce

La luce naturale può essere morbida o dura, a seconda non solo dell’ora del giorno ma anche delle condizioni atmosferiche. Se il sole è filtrato dalle nuvole, dalla nebbia o dalla pioggia, i colori appaiono trasformati proprio a causa dell’illuminazione e i dettagli acquistano maggior risalto. Un temporale può produrre colori suggestivi e lame di luce.

Se vuoi fotografare delle persone, l’esposizione dovrebbe concentrarsi sul loro volto, ma in questo modo lo sfondo potrebbe risultare sovraesposto: puoi provare ad evitare la sovraesposizione attivando il flash integrato della fotocamera... sei pur sempre anche un fotografo!

FP staff
Per ulteriori approfondimenti consulta nel glossario queste parole chiave:
luce - luce artificiale - luce incidente - grigio medio - flash
temperatura colore - bilanciamento del bianco - filtro polarizzatore