BACKUP, ARCHIVIARE, CONSERVARE E RECUPERARE
le immagini e le fotografie digitali

Perchè questo articolo

Perchè le immagini sono preziosi e unici frammenti di tempo che possono essere sottratti al suo inesorabile scorrere. Perchè ogni foto ha un valore: affettivo, artistico, economico, documentale.

La buona notizia è che salvare le fotografie dall’autodistruzione è possibile. Forse si può anche renderle eterne. Di sicuro per alcuni - come per chi scrive - questa intenzione diventa una vera e propria missione.

Diciamo subito che esistono fondamentalmente cinque modi per permettere alle immagini digitali di sopravvivere dopo il fulmineo momento dello scatto: lasciarle nella scheda di memoria della fotocamera, salvare i files su un computer, trasferire i files su un supporto di memoria esterno al computer, effettuare il loro backup online oppure stampare le immagini.

La stampa (e la conservazione delle stampe fotografiche) è un argomento complesso e molto esteso, che tratterò in un prossimo scritto. In questo articolo vediamo insieme, una per una, le altre quattro possibilità che abbiamo per dare alle nostre splendide foto una lunga vita, senza troppi sforzi.
Le schede di memoria della fotocamera

Chi utilizza la pellicola lo sa bene: i negativi sono preziosi custodi della luce. Essi infatti svolgono la funzione più magica della fotografia: conservare il momento dello scatto e renderlo riproducibile tendenzialmente all’infinito, tendenzialmente per decine e decine di anni.

I file prodotti dalle compatte e dalle reflex digitali sono l’evoluzione naturale di questa esigenza. Una scheda di memoria di oggi è relativamente economica e spesso è in grado di contenere alcune centinaia di immagini; questo è sicuramente un grosso miglioramento rispetto alle costose (e limitate) pellicole. Qualche fanatico potrebbe allora pensare di utilizzare le schede di memoria al pari dei negativi: riempirle di immagini una sola volta e riporle ordinatamente in una scatola.

Questo provocatorio utilizzo "vintage" delle schede di memoria fa sorridere perché soffre evidenti limiti: la classificazione delle immagini risulta complessa, il loro reperimento anche, i costi sono nel tempo elevati, la conservazione dei file oltre un certo numero di anni non è garantita.

Si può quindi affermare con una certa tranquillità che il naturale utilizzo delle schede di memoria non sia come contenitori di lungo periodo ma come "trasferitori" di immagini: le schede di memoria hanno come unica - o prevalente - funzione il trasferimento delle immagini digitali da esse verso qualche altro "mondo".
Trasferire e archiviare le foto digitali sul computer

Non è detto che il computer sia l’unico approdo degli scatti di chiunque usi una fotocamera digitale; certamente, però, per molti è il più immediato contenitore a portata di mano. Trasferire le foto dalla fotocamera a una cartella del proprio PC o MAC è un gioco da ragazzi che permette di ordinare, rivedere, correggere e condividere le foto e soprattutto di svuotare e riutilizzare le schede di memoria.

Per aumentare la sopravvivenza nel tempo delle proprie fotografie salvate, devono però essere fatte due considerazioni: una sull’archiviazione e l’altra sullo strumento di archiviazione, in questo caso il computer.

Riflettiamo un attimo sull’archiviazione in sé. Se lo scopo dell’archiviazione e della catalogazione dei file è il loro reperimento, allora archiviare le immagini non è una questione solo "personale": richiede un metodo e un ordine che rendano possibile a chiunque, anche a distanza di anni, di ritrovare e rivedere alcune precise foto con una certa facilità.

Sono moltissimi i programmi - sia freeware sia a pagamento - che permettono di applicare criteri di organizzazione delle immagini digitali. Al di là dello specifico programma utilizzato, comunque, l’efficacia di un buon lavoro di archiviazione non dovrebbe mai prescindere da due parametri base: la data di scatto e le keywords.

Senza utilizzare alcun programma di archiviazione, un metodo rudimentale ma efficace può essere quello di sistemare le immagini in cartelle divise per anno (es. cartella chiamata "2010", "2011", ecc.), all’interno delle quali collocare volta per volta sottocartelle denominate con la data di scatto e il titolo del loro contenuto; la data di scatto è meglio sia all’americana, ossia mese e giorno, in questo modo si mantiene l’ordine progressivo (es. la sottocartella "0812 kitesurf" posta all’interno della cartella "2010" è evidente che conterrà le immagini di kitesurf scattate il 12 agosto 2010). Un semplice ed unico file di testo, navigabile con la funzione cerca, poi, potrà contenere keywords più dettagliate e rendere più fluido il ritrovamento di determinate foto a prescindere che si ricordi o meno la data di scatto (ad esempio nel file di testo si potrebbe scrivere: "0812 kitesurf: spiaggia, Tarifa, mojito, tramonto" per indicare la presenza nella sottocartella di tutti questi elementi). Naturalmente, più dettagliate saranno le keywords migliore sarà la ricerca.

La seconda considerazione riguarda lo strumento di archiviazione, cioè il computer. Inutile parlare di quante immagini possiamo stipare nel nostro computer: è fantastico. Il problema è un altro: preferiresti che le tue stampe fossero sigillate in una solida cornice di plexiglass anti raggi UV oppure buttate per terra su un pavimento umido? Se questa domanda ti sembra avere una risposta ovvia, certamente allora avrai anche pensato a come rendere inattaccabile il computer da qualsiasi eventualità che possa compromettere le foto che contiene. Giusto? Peccato non esista un computer perfettamente immune da tutti i problemi: ogni computer ha una sua vita (in media si stima intorno ai 5/6 anni). Senza arrivare al caso estremo del furto del computer imbottito di immagini, non c’è custodia, antivirus, deframmentazione, scansione, ecc. che tengano. Prima o poi qualcosa salta. E non vorremmo mai che questo succedesse con all’interno una tonnellata di immagini distrutte per sempre... Meglio rassegnarsi: il computer è un pavimento umido, non appoggiamoci le foto per troppo tempo!

Vivere felici è comunque possibile: occorre solo trovare un sistema di backup alternativo. Occorre mettere le nostre foto in un posto più sicuro: un supporto esterno di memoria.
Gli hard disk esterni (e altri supporti di memoria)

Eseguire un backup periodico delle immagini su un supporto esterno di memoria non è una perdita di tempo o un vezzo paranoico, ma una necessità. E quando si prende l’abitudine è addirittura "piacevole" (ok, non è tra le prime 3 cose più piacevoli della vita...). Peccato non sia una pratica così diffusa. Secondo un sondaggio di Symantec, nel 2009 solo il 34% dei fotografi eseguiva con regolarità il backup delle immagini salvate sul computer, nonostante due fotografi su tre ammettessero di avere almeno una volta perso alcune fotografie. Oggi ad intuito si può dire che la situazione non è cambiata di molto.

Passerei rapido sulla possibilità di trasferire le immagini su supporti come CD, DVD o dischi Blu-Ray. Se da un lato eseguire un backup su questi supporti esterni può essere relativamente semplice, dall’altro essi prestano il fianco a vari problemi: si graffiano, si impolverano, si rompono, si perdono, non sono molto capienti, sono piuttosto costosi, sono complessi da aggiornare e da catalogare. Uno storage delle immagini su questi supporti può avere senso ma solo come ulteriore protezione: il primo salvataggio, il più comodo e duraturo, è meglio che avvenga su un Hard Disk esterno.

Gli Hard Disk esterni rappresentano senza dubbio la soluzione più accessibile, sicura e pratica per effettuare una copia di sicurezza di tutte le proprie fotografie. Ma trovare il migliore HD cui affidare tutto il proprio lavoro può sembrare un’impresa davvero ardua.

A quali caratteristiche degli Hard Disk esterni occorre prestare più attenzione?

Capacità. È la prima voce della lista: quante informazioni può contenere? Esistono Hard Disk da 2TB o più, davvero esageratamente enormi. La grandezza assoluta però non è un pregio: meglio utilizzare più HD di media capacità ed evitare che tutte le immagini presenti nell’unico mega-Hard-Disk posseduto si perdano perché magari viene rubato o perché si danneggia. D’altro canto avere nel cassetto trecento chiavette USB da 2GB potrebbe essere poco pratico...ecco allora che una grandezza congrua può aggirarsi da 250GB a 500GB per Hard Disk. Un HD da 250GB può contenere mediamente fino 80.000 files (dipende dalla risoluzione). Da tenere presente che la capacità non è mai esattamente precisa al kilobyte: negli HD i produttori pre-installano del software (es.: antivirus, ecc.) che occupa già una dose di spazio.

Connettività. I due più diffusi sistemi di scambio dati tra computer e Hard Disk esterni sono USB e FireWire. USB, la variante più utilizzata, funziona "plug-in" cioè si inserisce e il computer dovrebbe riconoscere la periferica esterna automaticamente. Il sistema FireWire, simile all’USB nel suo utilizzo, ha due velocità: FireWire 400 (che è praticamente identico alla velocità dell’USB) e FireWire 800 (compatibile soprattutto con MAC). Da tenere d’occhio la velocità di connessione: se non si vuole lasciare lavorare l’HD da solo per ore, meglio sempre avere la massima velocità di connessione.

Velocità. La velocità di lettura di un Hard Disk viene calcolata sulla rapidità di rotazione del disco all’interno del driver ed è quantificata in RPM (rotations per minute). Quindi, a parità di altre caratteristiche, un Hard Disk da 7200 RPM è più rapido a leggere i files di uno da 5400 RPM. La velocità di scrittura (upload) viene invece misurata in MB/s (megabyte per second) e, come sopra, più è meglio è, soprattutto per chi necessita di trasferire immagini di grosse dimensioni risparmiando tempo.

Buffer. Questo termine si riferisce alla memoria del Hard Disk che dopo aver cercato e trovato un file caricherà temporaneamente informazioni extra che ritiene possano essere richieste dal processore. Maggiore è il buffer, più fluido sarà il flusso delle informazioni trasmesse. I migliori dispositivi attualmente superano i 16MB di buffer.

Altre caratteristiche. Sul mercato esistono periferiche diversissime tra loro. Se forma, colore e dimensioni sono spesso questioni di gusto, occorre tuttavia tenere presente che gli Hard Disk esterni dovrebbero presentare caratteristiche tali da renderli pratici nel trasporto e nella loro sistemazione (ad esempio impilandoli uno sopra l’altro) nonché resistenti ai più comuni agenti esterni (come umidità, urti, eccetera). Altri parametri da tenere presenti nella scelta sono: la compatibilità col proprio computer, la presenza o meno di garanzie e di protezioni antivirus pre-installate. Leggere qualche recensione e le impressioni degli acquirenti - spesso reperibili in siti specializzati - può essere molto utile.

Fantastico. "E se il tuo splendido Hard-Disk esterno si spacca?". Domanda agghiacciante. Risposta: "Esistono metodi di recupero dei file danneggiati". Più avanti approfondiremo insieme l’argomento.
Il backup online delle immagini e le soluzioni software dedicate

Abbiamo visto che il backup delle immagini su uno o più Hard Disk esterni è un metodo pratico e piuttosto sicuro per la loro conservazione nel tempo. Tuttavia non è l’unico. Negli ultimi anni infatti c’è stato un forte sviluppo di siti specializzati nell’offrire spazio di stoccaggio appositamente per le immagini digitali che permettono di conservarle in maniera sicura e protetta. Conseguentemente, un sempre più crescente numero di fotografi - soprattutto professionisti - ha iniziato ad utilizzare queste soluzioni che consentono di archiviare le immagini in un posto diverso e lontano da quello solito così da scongiurare perdite di dati ad esempio a causa del furto o del danneggiamento della periferica esterna su cui sono normalmente archiviate.

Un indubbio vantaggio del backup online delle foto è l’accessibilità ai dati: si può infatti attingere alle proprie immagini con facilità da qualsiasi parte del mondo, basta disporre di una connessione internet. Un altro notevole punto a favore dei cosiddetti Hard Disk virtuali è la condivisione immediata dei files caricati con colleghi, clienti ed amici.

La scelta del giusto servizio online non deve però essere affrettata: si tratta pur sempre di offrire una sistemazione sicura nel tempo ai propri files. I principali parametri da prendere in considerazione sono essenzialmente i costi e la protezione offerta. Vediamoli insieme.

Se la capacità degli Hard Disk esterni può essere davvero notevole e con costi relativamente contenuti, lo storage online delle immagini può risultare nel tempo una soluzione costosa dal momento che il pagamento deve essere rinnovato periodicamente. Molti siti fanno pagare il servizio mensilmente e alcuni richiedono anche un pagamento iniziale. Occorre tenere sempre presente che i costi non dipendono solo dal tempo ma anche dallo spazio richiesto. Fatte queste considerazioni, una soluzione razionale per contenere i costi potrebbe essere quella di eseguire un backup completo e costante su Hard Disk esterni per poi scegliere di stoccare online solo le immagini più preziose.

Una particolare attenzione deve essere rivolta alla protezione che il sito di storage di immagini offre. Il livello di protezione dei files da preferire è senza dubbio la crittografia delle immagini: questa accortezza, abbinata a dei buoni firewall, riesce a garantire la privacy dei files caricati ed evita "furti" di immagini. Trattandosi di server, poi, è bene sapere dove siano localizzati e come siano attrezzati i locali che li contengono. Locali climatizzati e con sistemi avanzati anti black-out sono indice di particolare affidabilità e della tendenza a garantire uno standard di sicurezza particolarmente elevato; in generale, più informazioni precise vengono offerte circa la collocazione fisica delle macchine migliore è il livello di sicurezza.

Costi e protezione non sono gli unici parametri da valutare. Prima di acquistare un servizio è sempre opportuno leggere bene tutte le clausole contrattuali e verificare che ogni condizione sia adeguata alle proprie esigenze. Ad esempio: cosa succede se decido di cancellare la mia registrazione al sito? Alcuni provider permettono di eseguire un ultimo download della raccolta di immagini, mentre altri non esitano a cancellare tutti i files caricati non appena si cancella l’iscrizione. La buona notizia è che quasi tutti i siti di backup delle immagini consentono di provare il servizio o per un periodo limitato di tempo (ad esempio 30 giorni) o per una limitata quantità di spazio (ad esempio 3GB): in questo modo ci si può bene rendere conto delle differenze e scegliere il sito più adatto, anche per quanto riguarda la rapidità e comodità del software di upload offerto.

L’archiviazione online è una sorta di giungla piena di offerte; la scelta finale resta in definitiva una questione personale, quindi non vorrei suggerirvi un sito piuttosto che un altro. Se però volete farvi un’idea dei principali siti e valutarli di persona, eccovi accontentati:

- adrive.com
- backblaze.com
- carbonite.com
- dropbox.com
- ibackup.com
- memopal.com
- mozy.com
- smugmug.com
- syncplicity.com
Come recuperare file persi o cancellati

Quella sensazione di irreparabile che si prova accorgendosi che la scheda di memoria è fuori uso (con le immagini dentro) è davvero orribile! E cosa dire allora quando si formatta per sbaglio una scheda non scaricata sul computer? Si avverte che tutto è perduto, che è impossibile tornare sul posto, rifare le stesse foto, eccetera eccetera eccetera... Superare positivamente questa frustrante esperienza, però, può essere possibile.

Innanzitutto c’è da sapere che alcuni produttori di schede di memoria forniscono con i loro prodotti dei software specifici capaci di ripristinare files persi o danneggiati contenuti nelle schede di memoria anche di terze parti. È il caso ad esempio di Image Rescue di Lexar o di SmartWare di Western Digital, software incorporato negli Hard Disk di questo produttore.

Se poi l’errore è stato formattare la card nella fotocamera e questa fotocamera è una Canon o una Nikon allora esistono delle ottime possibilità di recuperare le immagini. Con una rapida ricerca su internet si possono scoprire numerose società specializzate in questo compito di recupero, come ad esempio FlashGuardian o DiskDoctors. I costi tuttavia non sono contenuti e variano in funzione della capienza della card e della complessità del lavoro di ripristino; inoltre viene richiesta la spedizione fisica della scheda formattata.

Un’alternativa più "fai da te" ma comunque efficace viene da altrettanto numerosi siti internet specializzati, che offrono software appositamente costruiti per recuperare i files da schede di memoria, computer o Hard Disk esterni. Ad esempio datarescue.com o cardrecovery.com. In questi casi i costi sono più contenuti.
Conclusioni

Certo, prevenire è sempre meglio che curare! Basta davvero poco per minimizzare il rischio di perdite: spesso le sane abitudini e il buon senso evitano grandi danni. Allora, ricordati sempre di:

- lasciare le immagini sul computer solo il tempo necessario alla loro visione, postproduzione e condivisione: il computer non è uno strumento di archiviazione di lungo periodo

- proteggere in ogni caso il computer con un buon firewall e un software antivirus sempre aggiornati; deframmentare il disco ed eseguire sue scansioni con cadenza periodica

- preferire l’archiviazione su Hard Disk esterni, ma non archiviare tutte le foto in un unico grande Hard Disk esterno: è preferibile utilizzarne due o più di ridotte dimensioni (es. 250GB)

- utilizzare supporti di memoria di qualità e di marchi noti: l’affidabilità è tutto

- tenere gli Hard Disk esterni in luoghi separati in modo da scongiurare (almeno in parte) furti, incendi, danneggiamenti vari

- abbinare al backup su Hard Disk esterni il backup online su siti specializzati; per contenere i costi, eseguire il doppio backup solo per le immagini più importanti

- non cancellare mai i files dalla fotocamera prima di aver eseguito un backup sul computer e contemporaneamente anche su un Hard Disk esterno o su un sito di online storage

- riporre le schede di memoria e posizionare gli Hard Disk esterni in luoghi sicuri, evitando il più possibile che siano esposti a polvere, umidità, sole e temperature elevate

- attendere prima di spegnere la fotocamera se sta ancora scrivendo o leggendo le informazioni dalla scheda di memoria; non rimuovere la scheda dal PC senza averla correttamente espulsa

- gettare una scheda di memoria che ha già dato dei problemi, o meglio chiedere che venga cambiata per evitare che in futuro si ripeta la stessa spiacevole situazione

- backup, backup, backup!
FP Staff
Per ulteriori approfondimenti consulta nel glossario queste parole chiave:
backup - buffer - Compact Flash (CF) - FireWire - memory card - schede di memoria
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